Poco e buono, l’Aglianico di Luigi Tecce

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A volte basterebbe che gli uomini invece di perdersi in inutili conflitti seguiserro i flussi della storia e della natura, e a pensarci quanti vini validi avremmo avuto in più rispetto a quello che ci offre il mercato odierno.
Perché se in un determinato luogo ci coabita una pianta come l’Aglianico in Irpinia, l’uva che  si fregia di una storia millenaria ed il tempo gli ha dato ragione, allora tutto ciò andrebbe preservato e tramandato ai posteri.

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Luigi Tecce,un uomo di ampie vedute come il suo impianto a Raggieria , sa che per fare il vino il passato e il presente devono intrecciarsi a vicenda, quindi la conoscenza di cui dispone l’uomo integrata al flusso della natura, sacrificio e umiltà possono generare i validi risultati senza rinunciare ad un proprio stile interpretativo.
Luigi fa parte di quelle persone che  hanno la consapevolezza delle risorse territoriali irpine e portano avanti con tenacia le loro scelte.
È un aggire coraggioso imporsi nelle proprie idee, in quanto le sensazioni e le convinzioni personali diventino una sorta della  filosofia del vino;e far si in modo tale,che sia leggibile anche dagli altri attraverso un semplice assaggio, che nel momento del contatto con i sensi diventa un affare puremente soggettivo.

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La filosofia di Tecce la possiamo constatare assaggiando le  due etichette prodotte; un rosso irpino Satyricon 2010 ,2011 e il Taurasi Poliphemo 2009, entrambi di Aglianico.
Il primo proviene da una vigna giovane di 10 anni circa,il secondo invece è il figlio di una vite ottantenne.

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~Secondo Catone e Strabone, poi Plinio e Columella sotto la grande ala delle storiche “viti aminee”erano inglobate numerose varietà diverse (Aminea, A. maior, A. minor, A. gemina maior, A.gemina minor, A. lanata)~

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Ma come sono gli Aglianico di Luigi e perché si fanno volentieri i km per andare a trovarlo?
★Sono veri
★Raccontano l’annata
★Non hanno paura della pioggia
★Rispecchiano il terroir di Paternopoli
★Sono “autoctoni”
★Hanno una loro personalità
★Si fanno bere
★Non temono i giudizi
★Raccontano una storia importante

La struttura e le caratteristiche gusto-olfattive, lo stile.
L’aglianico assieme a poche altre uve rosse come Nebbiolo, Sangiovese ed ultimamente Nerello Mascalese può fare il padrone a casa sua.
È un vitigno di grande invecchiamento capace di rendere nobile tutto ciò che in gioventù risultava pocco accogliente al palato,di solito accentuata freschezza e massa tannica rilevante.
Fortunatamente nei vini di Tecce che risultano fini ed eleganti fin dall’inizio, queste caratteristiche d’austerità e chiusura sono bilanciate dall’integrità del frutto,da una ricca stratificazione odorosa e da una vibrante nota salina.
Nel Poliphemo viene tutto potenziato,è vero che c’e maggior chiusura ma la profondità orizzontale dai toni  scuri come lapis,salmastro,iodio,oliva nera,timo,ginepro…..solo per nominarne qualchuno,non ha uguali.
Entambi hanno una facilità di beva straordinaria, appagante e soddisfacente.
Lo stille di Tecce è proprio quello di fare i vini  aperti e proiettati nel futuro, fedeli al  vitigno e il territorio di provenienza.
Aglianico di Paternopoli by Luigi Tecce.

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Agnes Futa

Luigi Tecce
Contrada Trinità
83052 Paternopoli (Av)
+39 082771375
ltecce@libero.it

  

Caprili-il Brunello che ama il tempo

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La Riserva del Brunello di Montalcino dai vigneti più vecchi e nelle annate favorevoli

Per conoscere un vitigno, un territorio,un vino ci vuole del tempo.
Nessuna degustazione guidata ne verticale potrà sostituire l’insieme dei fattori che concorrono alla nascita di un determinato vino.
Il giudizio tecnico è limitativo serve solamente a capire se quel vino corrisponde alla categoria designata da un preciso iter prestabilito idem il disciplinare di produzione.
È chiaro quindi che la valutazione di un vino va al di là di una secca opinione tecnica e per essere compreso da un pubblico più esteso e meno “esperto” ha bisogno di una maggiore lettura; un’incontro dove la storia e la tradizione si fondono in una vera indagine antropologica.

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Il 1997-una delle più riuscite Riserve di Brunello di Montalcino degli ultimi anni

Il fattore tempo diventa determinante in quanto non si può scavalcare il corso lento della natura come non si può assorbire una miriade di nozioni che caratterizzano la nascita di un vino in un breve tempo.
Parlando di Montalcino le cose si complicano ulteriormente perché il vitigno in questione non è un Pinot Nero dai tannini morbidi e suadenti neanche una Lacrima di Morro d’Alba oppure un Frappato dal forte impatto olfattivo floreale e fruttato ma bensì è il Sangiovese Grosso che da queste parti viene chiamato Brunello, un vitigno cupo e arduo nella lettura specialmente all’inizio della sua vita,un vitigno da lungo invecchiamento e perché no da un interessante investimento,dedicato a chi ha pazienza di aspettare  perché in quel lasso di tempo le sensazioni minerali-animali, di humus e di terra bagnata,tannini e acidità stellari quindi cosi dette le parti dure si trasformano in un drappeggio variopinto di sfumature affini a quella terra che sa di arido e dove la tramontana  piegha le vite in un inchino di sudditanza.  
Allora per iniziare a conoscere un territorio conviene aprire gli occhi e le narici, prendere il freddo,bagnarsi con la pioggia e risentire il sassi dopo il temporale. Accorgersi del profumo in cantina specialmente dove si trovano i grandi legni di Slavonia e dove i Gamberlotto per costruirli si recano in loco.
La famiglia Bartolommei produce il Brunello dal 1978, fa uso di lieviti indigeni è tradizionalista per quanto riguarda la fase dell’invecchiamento,quindi il rovere di Slavonia grande.
I loro Brunello si distinguono come vini da lungo invecchiamento, dalla struttura importante stratificata su dei tanni imponenti numerosi nella gioventù fini e levigati dopo qualche anno. I vini sono sostenuti dalle acidità importanti che servono anche a dare una sferzata vibrante alla massa estrattiva.
L’azienda è situata nella parte Sud di Montalcino e rispetto al lato Nord-Est dove si trova un’altra azienda dal taglio tradizionale Capanna di Cenconi per intenderci,le temperature sono più alte di 2-3°C mediamente.
È un dato non di poco valore considerando che più assolazione e meno pioggia daranno dei vini più ricchi di alcol e nella stesso tempo,più potenti.
Le riserve la 1996 e la 1997 sono il frutto di due annate opposte, la prima si è aggiudicata 3 stelle la sconda cinque (il massimo riconoscimento conferito all’annata in corso
ed immortalato da una mattonella commemorativa al centro di città di Montalcino).
L’andamento cilmatico della 1997 è stato più regolare,le uve hanno aggiunto lo stato sanitario quasi perfetto e la vendemmia ha potuto proseguire senza grosse difficoltà.
La differenza più lampante che li distingue è la struttura traballante della 1996,mentre la 1997 ha spiccato in volo regolare,precisa e decisa e ancora deve allargare le ali la 96 non ci è mai arrivata.
Olfattivamente parlando la 96 è molto più evoluta e compiuta della 97, i sentori di china,corteccia,tamardindo sovrastano non di poco la parte fruttato-floreale ormai divenuta confettura pura.
Nella 97 la parte gusto-olfattiva ancora nel divenire,intanto il piacere di degustarlo permette di apprezzare la parte minerale spiccata,lapis e sensazioni di terra, bocca è un ventaglio aperto a metà,  già denso di quello che deve avere un Sangiovese di razza, la trama tannica presagisce un futuro da campioni olimpici,soddisfazione e gratificazione a berlo,specialmente sapendo da dove viene. Un inchino doveroso.
Podere Caprili conta 14 ettari vitati di cui 2 in affitto, produce circa 30.000 di Brunello base, 30.000 di Rosso di Montalcino,3.500 di Moscadello di Montalcino e qualche migliaio di bottiglie di  Riserva di Brunello che varia di anno in anno.

Agnes Futa
http://www.caprili.it
Selezione di Agnes Futa

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Impianto a piede franco di Nerello Mascalese nella Contrada Pignatone a Randazzo

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image Le marze sono state impiantate quest’anno,considerando le condizioni favorevoli che rappresentano i terreni vulcanici dell’Etna ci sono tutti i presupposti per ottenere i risultati desiderati. Un’altro aspetto favorevole riguarda la posizione della Contrada Pignatone, essa si colloca su 700 metri d’altezza limitrofe al famoso vigneto di Nerello Mascalese -Calderara dove le temperature sono più miti e consentono una buona maturazione delle uve Nerello- vitigno a maturazione tardiva.. Inoltre è da tenere presente la conformazione del terreno etneo, all’interno dello stesso appezzamento concorrono i suoli differenti. Siamo di fronte quindi alla stessa caratteristica che distingue la Borgogna in Francia. Tali condizioni, comuni ad ambedue regioni fanno, si che dallo stesso vigneto sull’Etna e climate in Borgogna diventa arduo designare il profilo gusto-olfattivo del vino. Possiamo dire la cosa diventa sempre più complessa e per certi versi molto interessante di trovare una miriade di sfumature del vitigni che ci alloggiano. Curioso è da notare le affinità che si riscontrano durante gli assaggi di Pinot Noir e Nerello Mascalese,questi due vitigni così lontani e diversi anche nella conformazione genetica hanno invece molti tratti in comune da sembrare i fratelli di sangue,di sicuro lo sono,quelli uterini,generati dalla stessa madre.

Agnes Futa

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Il mio champagne della primavera Andrè Beaufort

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Champagne Beaufort è una bollicina naturale prodotta nel regime biologico dall’inizio degli anni settanta.
Rispetto al gusto convenzionale degli champagne largamente diffusi, Beaufort si differenzia non di poco, da notare già nel Brut base.
Ogni fase produttiva viene presidiata dall’uomo compresa l’operazione di dégorgement ch’è interamente manuale.
Un’altra caratteristica degli champagne Beaufort è l’aspetto della longevità, infatti Jacques lavora i vecchi millesimati stivando le bottiglie nella cantina sottostante la propria abitazione dove la penicillina sulle pareti umide è sovrana.
Chi si reca ad Ambonnay a visitare la piccola maison Beaufort oltre all’ospitalità troverà il proprietario volenteroso nel farvi conoscere i vigneti, la cantina e i suoi intramontabili millesimati,e se il giorno è fortunato potrete assistere all’apertura di un brut nature quindi senza aggiunta della liquer d’expédition in diretta cioè à la volèe.

Agnes Futa
http://www.champagnebeaufort.com

Le corone della Basilicata in scena al Teatro Puccini di Merano

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Monte Vulture è il vulcano spento situato nella parte settentrionale della provincia di Potenza

Monte Vulture è il vulcano spento situato nella parte settentrionale della provincia di Potenza

Non si può parlare della Basilicata senza prima ricordare che, in questa regione, testimonianze sulla coltivazione della vite risalgono al periodo Greco-Romano e precedentemente ai popoli Enotri e Lucani che vi si stabilirono intorno al 1.200 a.c. L’intero territorio regionale  è disseminato di testimonianze e reperti di quell’epoca che documentano la presenza della vite e l’eccellente qualità dei vini ottenuti. Da allora molte cose sono cambiate ma la viticoltura continua a rappresentare un fattore caratterizzante della storia, della cultura e dell’ economia locale.

La zona di produzione dell’Aglianico, vitigno principe della Basilicata, che dalla vendemmia 2011 si fregia della denominazione D.O.C.G., si concentra nella parte nord della regione in provincia di Potenza su terreni di origine vulcanica posizionati ai piedi del Monte Vulture ad una altitudine compresa tra 200 e 700 metri s.l.m. Il clima è torrido nei mesi estivi, temperato a giugno e settembre,  umido nei mesi di vendemmia ottobre e novembre. La presenza del massiccio vulcanico, determina condizioni di ventilazione importanti  per effetto di correnti d’aria provenienti dalle coste orientali ed occidentali e per fenomeni di brezza.

BASILICATA

Nonostante gli ultimi anni siano caratterizzati da una contrazione della produzione e delle aree vitate, il livello qualitativo dei vini è in continua ascesa grazie anche ai produttori che, consapevoli delle potenzialità del vitigno Aglianico del Vulture, hanno scelto di privilegiare la qualità alla quantità.

Oggi il settore è in pieno fermento, tra le tante iniziative avviate, riveste particolare significato e importanza la recente apertura dell’ Enoteca Regionale Lucana a Venosa. Un osservatorio privilegiato finalizzato alla valorizzazione del territorio attraverso la promozione dei vini e delle eccellenze gastronomiche.

Promozione, qualità e coesione tra i vari comparti sembra essere  quindi la formula giusta per assicurare a questa regione  il posto che le compete nel panorama enogastronomico italiano.

L’Aglianico del Vulture trova anche quest’anno un meritato riconoscimento in occasione della presentazione ufficiale della Guida 2014 – Vinibuoni d’Italia – Editore Touring.

VINIBUONI

GUIDAVINIBUONI

Durante la presentazione, che si svolgerà il 9 novembre a Merano nella prestigiosa sede del Teatro Puccini, in concomitanza del Merano Wine Festival, verrà  premiato  con la “Corona”  l’Aglianico del Vulture delle Aziende:

Gricos 2011- Aglianico 100%

Gricos 2011- Aglianico del Vulture 100%

  • Grifalco con Gricos 2011- chi vorrebbe conoscere l’espressione delle uve Aglianico del territorio vulturino può iniziare da questa etichetta, prodotta con una percentuale maggiore delle uve dei vigneti più giovani. Gricos, ad oggi,  regala un assaggio essenziale e didattico, mostrando un grande equilibrio nel tratto gustativo, pulizia ed eleganza ad un prezzo imbattibile.
  • Oraziano 2008 - Aglianico del Vulture 100%

    Oraziano 2008 – Aglianico del Vulture 100%

  •  Martino con Oraziano 2008–  protagonista assoluto dell’intera linea Martino, un Aglianico armonico e vellutato con tannini fitti e acidità ben sostenuta  proiettato verso un  lungo futuro evolutivo.  Uve allevate a spalliera bassa (Guyot)  con una densità di 6.000 piante per ettaro e una resa media di 60 quintali.15 mesi in barrique.  Uno stile che riesce a coniugare tradizione e modernità. Longevità da vendere.
  • La Bottaia 2009 - Aglianico del Vulture 100%

    La Bottaia 2009 – Aglianico del Vulture 100%

  • Casa Maschito con la Bottaia 2009- al settimo anno di produzione, frutto di un grande lavoro che ha richiesto ricerca e pratica, un Aglianico in purezza di sorso vellutato grazie ai tannini smussati, in cui troviamo oltre al sorprendente ricchezza estrattiva una buona freschezza; lineare e rigoroso da manuale per la tipologia.
  • L'Autentica 2010 - Moscato 70% Malvasia 30%

    L’Autentica 2010 – Moscato 70% Malvasia 30%

  • Cantine del Notaio con  L’Autentica 2010 – vino bianco dolce di uve moscato e malvasia, raffinato e complesso, denso di profumi di straordinaria ricchezza gusto-olfattiva, perfetto per equilibrio  e persistenza. Lunghissimo il finale, aromatico con sfumature caldi di agrumi e macchia mediterranea, che regala un calice dalla vigorosa personalità.
  • Teatro Puccini - Merano

    Teatro Puccini – Merano

    “La Corona si assegna ad un vino che si è distinto nettamente tra gli altri vini finalisti, per assoluta espressione del vitigno, per gamma aromatica, il corpo,  l’eleganza e l’equilibrio dimostrati. Un vino eccezionale, di forte emotività gustativa in riferimento al varietale”.

  • http://www.vinibuoni.it
  • http://www.meranowinefestival.com

Agnieszka Futa

Una verticale storica Biondi Santi al Merano Wine Festival 2013

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Un protagonista indiscusso nel mondo del vino italiano è di scena alle degustazioni guidate del   Merano Wine Festival. Le Grandi Degustazioni del Merano Wine Festival 2013 che,  da tre anni,  arricchiscono questo atteso  appuntamento con il mondo del vino, proponendo prestigiose  etichette  internazionali, ospitano nell’edizione 2013 l’Azienda Biondi Santi con una verticale di  Brunello di Montalcino della Tenuta Greppo. Otto  annate in degustazione delle quali   cinque  Riserve:

verticale bs

1971 Brunello di Montalcino Riserva :  dopo il 1970 ancora una vendemmia di grandissima qualità. Ricolmata nel 1987. Invecchiamento lunghissimo fino a 90 anni.

1983 Brunello di Montalcino Riserva: vendemmia eccezionale. Sapore tipico di grande corpo e razza, tannico ma armonico, caldo, sapido e molto persistente. Ricolmata* nel 2000. Longevità fino a 80 anni.

1985  Brunello di Montalcino Riserva: l’andamento stagionale è stato perfetto. Con questa eccellente Riserva si è celebrato il Centenario delle bottiglie di Brunello 1891 del Greppo. Ricolmata nel 2000. Con una lunghissima di oltre 100 anni.

1997 Brunello di Montalcino Riserva:un’altra annata di elevato valore, come tutte le migliori “Grandi Riserve” può superare in bottiglia anche i cento anni.

2001 Brunello di Montalcino Riserva: vendemmia eccezionale ricca di acidità con e un notevole estratto secco, di grande tipicità e estremamente longevo, le uve che concorrono a questo Brunello  hanno oltre venticinque anni di età

2006 e 2007 Brunello di Montalcino: entrambe le annate si guadagnano il posto d’eccezione

2008 Brunello di Montalcino: è un’annata didattica,che permette ad interpretare innumerevoli sfaccettature di questo vino

Viale del Greppo

Ingresso al Greppo

Sarebbe stato difficile trovare sede ed evento più appropriato per dare il giusto tributo a questo grande interprete della produzione vinicola  italiana; circostanza che assume maggiore significato e rilevanza dopo la recente scomparsa di Dr. Franco Biondi Santi

IO TAPPI BS

Biondi Santi, nel mondo, è sinonimo di  Brunello . Si perché “Loro” sono le origini  e la storia ; una storia che inizia verso la fine dell’ 800 quando Ferruccio Biondi Santi intuendo le potenzialità vitivinicole del territorio, facendo tesoro dell’esperienza agronomica e vitivinicola di suo nonno materno Clemente,  nel 1888 imbottigliò le prime bottiglie che rappresentano la nascita del Brunello come è conosciuto oggi. Egli limitò; di proposito le rese per ottenere uve più ricche di corpo, di estratti e d-acidità, selezionando solo  i grappoli migliori per i suoi vini da imbottigliare. Il suo Brunello, naturalmente ricco di tannini,con un elevato  grado di acidità totale, proprio come quello odierno, veniva invecchiato per anni in botte di rovere di Slavonia di media grandezza.

ETICHETTA GREPPO

Un’occasione unica questa degustazione al Merano Wine Festival, forse irripetibile. Un incontro con un grande vino nelle sue migliori annate ma soprattutto, con una parte importante della nostra storia vitivinicola.

Tenuta Greppo: Franco Biondi Santi e Agnes Futa nel giugno 2003

Tenuta Greppo: Franco Biondi Santi e Agnes Futa nel giugno 2003

La Ricolmatura è un’operazione esclusiva e preziosa, che al Greppo è stata effettuata dal 1927 al 1990 solamente pere le bottiglie di Riserva Biondi Santi di proprietà, giacenti nelle proprie cantine. Tancredi Biondi Santi si rese conto delle necessità di procedere alla Ricolmatura delle vecchie Riserve che stavano calando di livello: le stappò, controllò se il vino era ancora perfetto, le ricolmò con vino della stessa annata e le ritappò di nuovo. Un rito che fece  per la prima volta nel 1927 per le Riserve 1888 e 1891.

VIALE GREPPO

Viale del Greppo

http://www.meranowinefestival.com

http://www.biondisanti.it

Agnieszka Futa

Ferragosto in Val d’Orcia

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       Un viaggio nel tempo dove passato, presente e futuro si fondono in perfetta armonia. Tutto sembra essere concepito per una buona vita in un ambiente piacevole per la salute del corpo e la pace nell’anima. E’ questo il grande disegno che il Cav. Pasquale Forte  sta perseguendo con successo da qualche anno. Un Borgo da tempo abbandonato che gradualmente risorge e riacquista il suo smalto originale vivo e vivace ; una fattoria improntata sul credo dell’autosufficienza dove elementi della natura, animali e lavoro dell’uomo sembrano essersi associati per regalarci ciò che la terra, coltivata organicamente, può regalarci senza l’utilizzo di prodotti chimici ; una vigna dove i filari vengono disposti in ragione delle esigenze dei diversi vitigni; una cantina dove la tecnologia aiuta il lavoro dell’uomo e difende la bontà del prodotto.
Questo è quello che ci regalano il Borgo di Rocca d’Orcia ed Il Podere Forte .

Osservare le vigne dall'alto con Pasquale Pace e Luigi Cremona

Osservare le vigne dall’alto con Pasquale Forte e Luigi Cremona

Rocca d'Orcia

Rocca d’Orcia

Porta Senese a Rocca d'Orcia

Porta Senese a Rocca d’Orcia

Animali al pascolo

Animali al pascolo

L'area di compostaggio

L’area di compostaggio

Compost di circa un'anno

Compost di circa un’anno

Vigneto di Pinot Noir di 12 mesi

Vigneto di Pinot Noir di 12 mesi

Diversità delle spece animali

Diversità delle specie animali

Una della vigne

Una della vigne

Un mosaico naturale

Un mosaico naturale

Con Cristian Cattaneo nella vigna di Pinot Noir quasi pronti per essere vendemmiati

Con Cristian Cattaneo nella vigna; i grappoli di Pinot Noir sono quasi pronti per essere vendemmiati

Roccia scistosa caratteristica dei terreni di Podere Forte

Roccia scistosa caratteristica dei terreni di Podere Forte

Durante il tour

Durante il tour

Un lungo affinamento

Un lungo affinamento

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Qui si appendono i pensieri

Qui si appendono i pensieri

Gli amici "vinosi"di Podere Forte

Gli amici “vinosi”di Podere Forte

Lui prepara i piatti

Lui prepara i piatti

..e lui li fotografa

..e lui li fotografa

Vicini di casa

Vicini di casa

Il Petrucci 2009-di grande struttura, dal bouquet delicato di lamponi e spezie dotato di equilibrio e persistenza. Vino di grande stoffa da conservare a lungo in cantina

Il Petrucci 2009-di grande struttura, dal bouquet delicato di lamponi e spezie dotato di equilibrio e persistenza. Vino di grande stoffa da conservare a lungo in cantina

..il primo bicchiere di Asya appena sboccato nelle antiche cantine a Rocca d'Orcia

..il primo bicchiere di Asya appena sboccato nelle antiche cantine a Rocca d’Orcia

Degorgement a la Voleé

Degorgement a la Voleé

Un metodo classico emergente; Asya 2008 brut nature di Pinot Noir in purezza,un Rosè pieno di risorse per gli amanti delle bollicine, seducente e generoso

Un metodo classico emergente; Asya 2008 brut nature di Pinot Noir in purezza,un Rosè pieno di risorse per gli amanti delle bollicine, seducente e generoso

Le condizioni ottimali per l'invecchiamento dei vini: temperatura e umidità costanti
Le condizioni ottimali per l’invecchiamento dei vini: temperatura e umidità costanti

ancora gli interni dell'Osteria

ancora gli interni dell’Osteria

..e la cucina

..e la cucina

Testo e fotografia Agnieszka Futa

http://www.podereforte.it

Sora Maria e Arcangelo-una cucina di memoria che non teme il tempo

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Giovanni Milana

Giovanni Milana

Quella di Giovanni Milana è una cucina semplice, che attinge alle matrici della cultura gastronomica laziale, fatta di scelte rigorose, di materie prime di gran qualità e fortemente legate alla stagionalità, di sapori e aromi intensi in cui le singole identità non vanno perse.

Ricotta di bufala, salsa di gaspacho, cialdina croccante e mentuccia

Ricotta di bufala, salsa di gaspacho, cialdina croccante e mentuccia

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Il baccalà mantecato, il fiore di zucca, la ricotta di bufala con il pomodoro candito

Cannelloni di Sora Maria ripieni al pasticcio di vitellone, gratinati al pomodoro San Marzano dell'Agro Samese- Nocerino e fior di latte di Morolo al latte crudo "Scarchilli"

Cannelloni di Sora Maria ripieni al pasticcio di vitellone, gratinati al pomodoro San Marzano dell’Agro Samese- Nocerino e fior di latte di Morolo al latte crudo “Scarchilli”

Il pacchero di Virrigni, al battuto di coniglio, verdure dell'orto, salsa di pomodori verdoni e fiocchi di stracciatella di burrata

Il pacchero di Virrigni, al battuto di coniglio, verdure dell’orto, salsa di pomodori verdoni e fiocchi di stracciatella di burrata

Trilogia di polpette: di baccalà e patate con salsa allo yogurt e cetrioli, di coda alla vacinara e maionese di sedano, di melanzane con steccato di Morolo affiumicato

Trilogia di polpette: di baccalà e patate con salsa allo yogurt e cetrioli, di coda alla vacinara e maionese di sedano, di melanzane con steccato di Morolo affiumicato

Situato ad Olevano Romano – cittadina pittoresca che merita una visita postprandiale non appena a 50 km da Roma, il ristorante Sora Maria e Arcangelo è diventato un punto di attrazione gourmand saldo e sicuro dove le memorie dei sapori antichi si trasformano nelle accattivanti esplorazioni gustative e ogni cosa presuppone allo stupore del palato.

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I formaggi: Primo sale di capra Benacquista “Campoli Appennino”,marzolina di giornata, marzolina di tre mesi,scamosciato di capra Tenuta Capocerro di Trevi, cacio fiore De Julis, fiocco di Tuscia Chiodetti tre mesi

Nocciata di miele d'autore "Vallepietra"

Nocciata di miele d’autore “Vallepietra”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un trionfo di sapori da gustare in abbinamento all’ampia scelta di vini concepita in contrapposizione con mode e tendenze; una vera gioia per gli appassionati e gli amanti del vino vero.

Rosso della Centa 2006 Merlot , 1260 bott. 1 Ha Borgo Del Tiglio

Rosso della Centa 2006 Merlot , 1260 bott. 1 Ha Borgo Del Tiglio

Champagne Andrè Beaufort, Polisy in Aube-sboccatura 2012, biodinamico

Champagne Andrè Beaufort, Polisy in Aube-sboccatura 2012, biodinamico

Icewine Vidal 2005 Reife Estate Canada

Icewine Vidal 2005 Reife Estate Canada

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tarte di frolla alla farina trebula di Poggi con crema di limone e lamponi dell'azienda Collerano di Affile e gelato fior di latte

Tarte di frolla alla farina trebula di Poggi con crema di limone e lamponi dell’azienda Collerano di Affile e gelato fior di latte

Singolare anche l’ambiente, replica filologica di un antico granaio, semplice ed accogliente suddiviso in diversi locali, ciascuno con un tocco personale ma accomunati dalla raffinatezza dei dipinti e litografie di vari artisti dell’ottocento danese e tedesco, con pavimenti irregolari in cotto e delle pietre tufacee che assemblano le mura.

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Testo e fotografia: Agnieszka Futa
Ristorante Sora Maria e Arcangelo
via Roma, 42
Olevano Romano
+39 06 9562402
http://www.soramariaarcangelo.it
http://www.naturaincampo.it
http://www.borgodeltiglio.it
http://www.champagnebeaufort.com