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La Riserva del Brunello di Montalcino dai vigneti più vecchi e nelle annate favorevoli

Per conoscere un vitigno, un territorio,un vino ci vuole del tempo.
Nessuna degustazione guidata ne verticale potrà sostituire l’insieme dei fattori che concorrono alla nascita di un determinato vino.
Il giudizio tecnico è limitativo serve solamente a capire se quel vino corrisponde alla categoria designata da un preciso iter prestabilito idem il disciplinare di produzione.
È chiaro quindi che la valutazione di un vino va al di là di una secca opinione tecnica e per essere compreso da un pubblico più esteso e meno “esperto” ha bisogno di una maggiore lettura; un’incontro dove la storia e la tradizione si fondono in una vera indagine antropologica.

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Il 1997-una delle più riuscite Riserve di Brunello di Montalcino degli ultimi anni

Il fattore tempo diventa determinante in quanto non si può scavalcare il corso lento della natura come non si può assorbire una miriade di nozioni che caratterizzano la nascita di un vino in un breve tempo.
Parlando di Montalcino le cose si complicano ulteriormente perché il vitigno in questione non è un Pinot Nero dai tannini morbidi e suadenti neanche una Lacrima di Morro d’Alba oppure un Frappato dal forte impatto olfattivo floreale e fruttato ma bensì è il Sangiovese Grosso che da queste parti viene chiamato Brunello, un vitigno cupo e arduo nella lettura specialmente all’inizio della sua vita,un vitigno da lungo invecchiamento e perché no da un interessante investimento,dedicato a chi ha pazienza di aspettare  perché in quel lasso di tempo le sensazioni minerali-animali, di humus e di terra bagnata,tannini e acidità stellari quindi cosi dette le parti dure si trasformano in un drappeggio variopinto di sfumature affini a quella terra che sa di arido e dove la tramontana  piegha le vite in un inchino di sudditanza.  
Allora per iniziare a conoscere un territorio conviene aprire gli occhi e le narici, prendere il freddo,bagnarsi con la pioggia e risentire il sassi dopo il temporale. Accorgersi del profumo in cantina specialmente dove si trovano i grandi legni di Slavonia e dove i Gamberlotto per costruirli si recano in loco.
La famiglia Bartolommei produce il Brunello dal 1978, fa uso di lieviti indigeni è tradizionalista per quanto riguarda la fase dell’invecchiamento,quindi il rovere di Slavonia grande.
I loro Brunello si distinguono come vini da lungo invecchiamento, dalla struttura importante stratificata su dei tanni imponenti numerosi nella gioventù fini e levigati dopo qualche anno. I vini sono sostenuti dalle acidità importanti che servono anche a dare una sferzata vibrante alla massa estrattiva.
L’azienda è situata nella parte Sud di Montalcino e rispetto al lato Nord-Est dove si trova un’altra azienda dal taglio tradizionale Capanna di Cenconi per intenderci,le temperature sono più alte di 2-3°C mediamente.
È un dato non di poco valore considerando che più assolazione e meno pioggia daranno dei vini più ricchi di alcol e nella stesso tempo,più potenti.
Le riserve la 1996 e la 1997 sono il frutto di due annate opposte, la prima si è aggiudicata 3 stelle la sconda cinque (il massimo riconoscimento conferito all’annata in corso
ed immortalato da una mattonella commemorativa al centro di città di Montalcino).
L’andamento cilmatico della 1997 è stato più regolare,le uve hanno aggiunto lo stato sanitario quasi perfetto e la vendemmia ha potuto proseguire senza grosse difficoltà.
La differenza più lampante che li distingue è la struttura traballante della 1996,mentre la 1997 ha spiccato in volo regolare,precisa e decisa e ancora deve allargare le ali la 96 non ci è mai arrivata.
Olfattivamente parlando la 96 è molto più evoluta e compiuta della 97, i sentori di china,corteccia,tamardindo sovrastano non di poco la parte fruttato-floreale ormai divenuta confettura pura.
Nella 97 la parte gusto-olfattiva ancora nel divenire,intanto il piacere di degustarlo permette di apprezzare la parte minerale spiccata,lapis e sensazioni di terra, bocca è un ventaglio aperto a metà,  già denso di quello che deve avere un Sangiovese di razza, la trama tannica presagisce un futuro da campioni olimpici,soddisfazione e gratificazione a berlo,specialmente sapendo da dove viene. Un inchino doveroso.
Podere Caprili conta 14 ettari vitati di cui 2 in affitto, produce circa 30.000 di Brunello base, 30.000 di Rosso di Montalcino,3.500 di Moscadello di Montalcino e qualche migliaio di bottiglie di  Riserva di Brunello che varia di anno in anno.

Agnes Futa
http://www.caprili.it
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